Ventimiglia di Sicilia

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Ventimiglia di Sicilia Nel 1627 la località Calamigna venne denominata “feudo Ventimiglia” dal nome latino della  nobile famiglia alla quale apparteneva. Tuttavia, l’antico nome, si è mantenuto come una garanzia di qualità di tutto ciò che proviene dai suoi terreni. Il pregiato oro verde degli ulivi centenari,  i pregiati  fichi d’india che producono i frutti austini della prima fioritura estiva e i rinomati scuzzulati, di dimensioni più grandi e dal gusto zuccherino, ottenuti in seconda produzione, con la  capitozzatura dei primi fiori. La pregiata mandorla è invece molto utilizzata in pasticceria, come ingrediente principale dei Sursameli e dei Raffiallini, dolci tipici preparati con la ricetta tradizionale.
Il panorama disegnato dalle creste dei Monti di Calamigna ricade nella Riserva Naturale Orientata di “Pizzo Cane”, “Pizzo Trigna” e “Grotta Mazzamuto”. Tra i sentieri montani si ergono luoghi di culto legati a fatti miracolosi come la Chiesa du Signuruzzu asciatu e la Chiesa della Madonna delle Grazie. Antri e spelonche frequentate da greggi e pastori sono i simboli delle leggende legate al Natale, quando il bosco perde i colori dell’autunno e lentamente si imbianca, regalando lo spettacolo dei rilievi candidi. Nel ‘700, le antiche neviere, cavità scavate nel terreno, erano utilizzate dai nivaroli per raccogliere e conservare la neve da usare nei mesi estivi. Trasportata di notte sottoforma di blocchi di ghiaccio, arrivava a Palermo, consentendo la preparazione di sorbetti e granite, un vero lusso che meravigliava gli antichi viaggiatori del ‘700

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