Castiddazzu – Ventimiglia di Sicilia
A Castiddazzu, importante sito archeologico bizantino e arabo, sorge la chiesetta del Signiuruzzu Asciatu, teatro di una delle affascinanti leggende locali e molto amata dai ventimigliesi.
L’insediamento di Castiddazzu, situato vicino la Regia Trazzera nr. 531 che collega Ventimiglia di Sicilia a Caccamo, potrebbe essere stato un centro principale di riferimento nel territorio, con la funzione di riscuotere le imposte a livello locale per conto dello Stato. Nel sito sono state individuati insediamenti urbani di due epoche storiche: bizantina e araba. La fase di vita di età bizantina è documentata dal ritrovamento di due sigilli in piombo datati il primo (con iscrizione “Theodotos apo eparchon”) al tardo VII sec. ed il secondo (appartenuto ad un “notarios Michele”) agli inizi del IX secolo, nonché di diverse monete di rame bizantine datate dalla metà del VII fino al IX secolo. Probabilmente, uno dei proprietari dei sigilli, era un funzionario dell’amministrazione provinciale che aveva contatti o addirittura risiedeva nel luogo. In alternativa si potrebbe pensare a dei grandi proprietari terrieri grecizzati che dimoravano presso Castiddazzu per controllare i loro possedimenti.
La fase araba è documentata da consistenti reperti di XI-XII secolo e da una possente cinta muraria , probabilmente costruita nei periodi di insicurezza dovuti alle ripetute incursioni da parte dei musulmani sulle coste siciliane durante il processo di “incastellamento” attuato in Sicilia.