Dall’Avvento alle Vampe
In tempo di foglie secche e del freddo pungente, il terreno veniva arato e seminato sotto la forza motrice dei buoi e delle mucche più forti, che nel frattempo avevano cessato la produzione di latte. Nonostante le attuali procedure meccanizzate, l’autunno è il periodo della benedizione degli animali con la tradizionale adunanza di bovini ed equini davanti la Chiesa Madre di Ciminna.
Durante il mese dell’Avvento – il tempo liturgico di preparazione al Natale – spiccano due date sacre che segnano l’identità del territorio: la Notte dell’Immacolatella di Baucina (8 dicembre) e U Triunfu di Ciminna (il sabato successivo alla ricorrenza dell’Immacolata). Precedono il Natale settimane di novene, ottavari e processioni, scambi di doni e cenacoli rituali con le tavole imbandite di leccornie di stagione. Nella ritualità greca-ortodossa festività natalizie si prolungano con il festeggiamento del battesimo di Gesù.
Il breve inverno siciliano non si protrae oltre febbraio, la processione per le vie dei paesi con le candele accese nel giorno della Candelora (2 febbraio) annuncia l’imminente primavera e l’approssimarsi dei festeggiamenti per San Giuseppe, nei quali si assiste a tavolate imbandite nelle pubbliche vie, come spreco augurale dell’abbondanza e alle Vampe (falò) che illuminano le notti, riscaldando la vigilia della festività del calendario cattolico con un rito millenario. Come nella religiosità arcaica il passaggio all’equinozio di primavera avviene attraverso le fiamme che avvolgono e distruggono tutto ciò che angoscia la comunità. Nelle Vampe ardono mobili vecchi insieme alle frasche delle potature, accatastate per l’occasione. Il calore e le alte lingue di fuoco puntellano l’oscurità notturna riverberando sui raccolti, sull’uomo e sulle bestie la sua carica rigeneratrice.
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