U Triunfu – Ciminna

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‘Festa du Triunfu’

La ‘Festa du Triunfu’, dedicata alla Vergine Maria ha più di duecento anni e si svolge il sabato successivo all’Immacolata. I festeggiamenti cominciano in tarda serata con la veglia durante la quale i compaesani si ritrovano per mangiare insieme salsiccia o a ‘nfriulata, una focaccia ripiena di carne tritata di maiale, cipolle e spezie accompagnata da vino. Nella notte si tiene una processione con una statuina della Madonna e si accendono fuochi con legna che si è accatastata la notte prima, i Busuna. Il giorno dopo nel pomeriggio si svolge la processione del simulacro della Madonna.

La storia di detta processione si presume tragga origine dall’avvenimento svoltosi nel lontano 1781. I frati del Convento di San Francesco D’Assisi di Ciminna, avevano commissionato la statua lignea dell’Immacolata llo scultore per il giorno 7 di dicembre, vigilia della festa dell’Immacolata Signora.

Il popolo, impaziente per il ritardo della consegna di detta statua, spinto dalla devozione, andò incontro con fanali e torce di cera ai portatori della “gran cassa” contenente il simulacro. Caricatosi quindi la statua, la portarono in trionfo fino a Ciminna. Da quel giorno in poi a Ciminna si svolge in interrottamente ogni anno U Triunfu. che consiste appunto nel portare in trionfo per le vie del paese una piccola statua dell’Immacolata ricordando l’evento del 1781, accompagnata dalla banda musicale, canti popolari e da una moltitudine di gente e preceduta dalla fiaccolata di mazzuna e di falò, detti Vampe. La processione ha inizio dalla chiesa di San Francesco alle ore 4.00 circa, dopo aver sfilato per le vie del paese, si fa ritorno in chiesa.

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'Nfriulata

Consiste in una focaccia di pane a forma di mezza luna, cotta al forno a legna. L’interno viene farcito con carne di maiale tritata e condita con sale e spezie, ma che può avere varianti tramite l’aggiunta o la sostituzione (specie in tempi in cui la carne era un alimento troppo prezioso) di verdure.

L’usanza di mangiare la ‘nfriulata durante la festa dell’Immacolata, potrebbe aver avuto origine dalla sua forma, intesa come esaltazione del ventre gonfio delle madri in attesa e, in generale, per il suo riferimento alla fertilità.

Le sue antiche origini ricordano una pietanza mangiata dai legionari romani (chiamata placenta) durante le campagne di guerra, utilizzata proprio per la possibilità di  trasportarla già pronta, come  cita Catone nel De Agricultura, 160 a.C.

 

 

 

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