Santa Flavia
Santa Flavia
Facilmente raggiungibile da Palermo, è apprezzata da secoli per la duplice fisionomia costiera e rurale. Tra il 700 e l’800, l’aristocrazia palermitana vi edificò le proprie residenze di villeggiatura, immerse nel profumo di zagara degli agrumeti e rinfrescate dalla brezza marina. Il tranquillo centro cittadino si concentra attorno a Villa Filangeri e alla basilica Soluntina, la chiesa madre in stile tardo barocco, dedicata a Sant’Anna.
La bellezza e la varietà paesaggistica della località si apprezza dall’alto del promontorio di Solùnto, cittadella di origine fenicia, ubicata in un’area di aperta collina, con vista sul Tirreno. Il sito archeologico si dispone scenograficamente in terrazze digradanti sul mare, affacciate a strapiombo sulle acque turchesi e cobalto della costa. Strappandola alla fitta foresta che l’aveva cancellata dalla memoria, gli scavi hanno restituito uno spaccato di classicità ellenica: strade selciate, ancora segnate dai solchi incisi dal secolare passaggio dei carri, l’estesa cinta muraria, l’area sacra, peristili di case patrizie, pitture parietali e mosaici, in parte, ben conservati. In passato, la visuale sui due golfi – Palermo e Termini Imerese – e il controllo sul mare aperto, avevano reso la posizione di Solùnto strategicamente interessante. Affacciate sul mare nel quale, anticamente, popolazioni indigene, Greci, Arabi e Fenici combatterono cruente battaglie navali, sorgono le frazioni marinare di Porticello, Solanto e Sant’Elia, tipici villaggi di pescatori. Su questa costa contesa per secoli, i cortei di barche continuano a formarsi, ma solo per motivi spirituali, al seguito della processione marina in onore della notissima Madonna del Lume, la venerata protettrice dei pescatori





























