SOLÙNTO
Menzionata da Tucidide insieme a Mozia e a Palermo, Solùnto, fondata nel IV° secolo a.C. , è la seconda città fenicia della Sicilia. Distrutta e in seguito ricostruita secondo un impianto regolare di stile ellenico (ippodameo), é disposta scenograficamente in terrazze digradanti sul mare, in un singolare incrocio tra storia e natura. Suggestiva, ventosa, immersa nella natura, le sue rovine ben conservate, disposte in forte pendenza sul declivio della collina, si affacciano su assi viari regolari. Lastricata e segnata dal secolare passaggio dei carri, Via dell’Agorà conduce ad abitazioni decorate con pitture parietali e mosaici, fino ai resti di un grande teatro con i gradoni parzialmente scavati nella roccia, capaci di restituire uno spaccato di classicità ellenica. Il teatro, insieme all’Odeon – un piccolo teatro per spettacoli musicali di cui si distinguono bene l’orchestra e alcuni gradoni della cavea – alle terme e al tempio, documentano l’animata vita sociale intrattenuta alle pendici di monte Catalfano. Dalla balconata di legno protesa sul mare aperto, l’antica Solùnto accoglie nella sua atmosfera mitologica che eleva lo sguardo e lo spirito. La necropoli soluntina si estende sul costone calcarenitico in contrada Campofranco con circa 500 tombe del periodo punico.
Il declino della città avvenne con devastazioni compiute dagli Arabi che nel 831 d. C., che dopo lungo assedio, occuparono Palermo. A largo di Capo Zafferano, le navi dei bizantini corse in aiuto della città e respinte dagli Arabi furono distrutte da una tempesta. I fondali della costa raccontano attraverso ritrovamenti frequenti di antichi oggetti di uso comune e bellico, la storia di una “Pompei in piccolo”, come venne definita da Adolfo Holm, autorevole storico della Sicilia antica. Gli appassionati di snorkeling e di immersioni possono sperimentare percorsi archeologici subacquei, sulle tracce dei relitti del passato.
La sacralità del luogo presenta tracce di religiosità punico-fenice e manufatti di vita religiosa di epoca romana, come l’altare all’aperto dell’agorà, un piccolo edificio circolare, probabilmente un tempietto destinato alle visioni degli iniziati al culto degli dei. Il patrimonio archeologico di Solunto è conservato in parte presso l’Antiquarium, piccolo museo all’ingresso della zona di scavo, e in parte presso il Museo Archeologico Regionale di Palermo “A. Salinas”.
Sitografia:
http://www.comune.santaflavia.pa.it/index.php?option=com_content&task=view&id=27&Itemid=35