FESTA DI PORTICELLO – MARIA SS. DEL LUME
La festa per la patrona della borgata marinara e protettrice del mare è una ricorrenza molto partecipata da visitatori di tutta la provincia di Palermo. Ricorre la prima domenica di ottobre ma i riti religiosi e l’animazione della piazza si protraggono per quindici giorni, durante i quali l’inconfondibile odore della cannella, del torrone e il fumo denso delle caldarroste avvolgono l’intera piazza.
Il momento centrale della festa si concentra il lunedì successivo alla domenica. Al mattino l’alborata (sparo di colpi a salve) sveglia l’intera comunità che affolla la chiesa per partecipare alle Messe.
Alle ore 15.00 avviene il momento più spettacolare dell’intera festa, ossia la “scinnuta du Quatru” (la discesa del quadro).
In molti, tra i devoti che gremiscono la piccola chiesa, si posizionano su di un’impalcatura lignea montata a
ridosso dell’altare. Da lassù, il sacerdote sgancia il quadro che passa di mano in mano tra invocazioni, lacrime e commozione generale. Ondeggiando sopra la testa dei fedeli, il quadro scivola verso l’esterno, dove ad attenderlo c’è la vara (fercolo).
La vara viene portata a spalla dai pescatori, a piedi scalzi, con pantaloni e camicia celesti e un fazzoletto rosso annodato al collo. Dopo aver percorso l’intera borgata fatta una breve sosta per l’omelia, il quadro viene condotto sul luogo del ritrovamento, al porticciolo di Santa Nicolicchia, dove si dà vita a un coreografico spettacolo pirotecnico che si conclude con l’emersione di una copia del quadro dall’acqua.
A tarda sera, nuovi giochi pirotecnici sul mare attraggono migliaia di visitatori. Nei giorni successivi si svolge in chiesa il solenne ottavario che si conclude la domenica successiva con la caratteristica processione a mare. Il sacro quadro viene portato in pellegrinaggio per mare da un corteo di barche e pescherecci, fino all’estremità del promontorio di Capo Zafferano, dove vi è una piccola cappella, costruita dai pescatori e dedicata alla Madonna del Lume. Le barche sostano per la benedizione, annunziata dallo sparo dei mortaretti e del colpi a salve. Al termine della processione marina, il fercolo torna in chiesa, e il quadro ricollocato nella nicchia dell’altare maggiore, con le stesse modalità della scinnuta del lunedì precedente.