Venerdì Santo
In tutto il mondo cristiano nel giorno del Venerdì Santo i credenti sono invitati al digiuno, non si celebra l’Eucarestia e le campane delle chiese non suonano, in segno di lutto. Nella mattinata del Venerdì Santo viene continuata, pur se senza solennità, l’adorazione eucaristica all’Altare della Reposizione. Una ritualità caratterizzata da profondo raccoglimento e animata da rievocazioni in costume della Via Crucis che occupano l’intera giornata. Un’atmosfera condivisa nella quale i fedeli avvertono la presenza leggera e velata del Cristo che, al termine del suo cammino, viene tradito, arrestato, condannato, torturato e muore come l’ultimo fra gli ultimi, inchiodato in quella croce divenuta il simbolo del Cristianesimo.
Il commovente chiantu di Maria a Ventimiglia, la processione dei misteri a Ciminna, la processione simbolica di Baucina e i canti in lingua albanese delle processioni di Mezzojuso, fanno compiere un mistico salto indietro, coinvolgendo il territorio intero, fino all’imbrunire.
Come avviene ogni anno, la folla ammassata tra stradine, vicoli e avvallamenti, attende, per accompagnare, nel silenzio, l’Addolorata. Ed è ormai sera quando, con il cuore trafitto dalla spada, segnata un muliebre dolore che supera tutte le sofferenze dei martiri, appare sul portone della chiesa. La folla si avvolge attorno alla Madonna e all’urna con il Cristo morto, dando inizio, come ormai da secoli, all’ultimo rito del Venerdì.
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