TESMOPHORIE
Racconta il mito che la figlia di Demetra, kore-Persefone, fu rapita da Ade (dio degli Inferi) e portata nell’Oltretomba dove divenne regina dei morti.
La madre Demetra percorse tutta la Sicilia alla ricerca della figlia e alla fine si rivolse a Zeus e ottenne la presenza della figlia sulla terra sei mesi l’anno durante la primavera e l’estate, mentre per il rimanente periodo sarebbe rimasta regina del sottosuolo col nome di Persefone.
Il mito spiega il mistero della vegetazione e del ciclo della vita e Demetra (la Madre-Terra) è la personificazione della Terra dal cui grembo nascono il grano e tutte le altre piante sue creature.
Demetra e Kore diventano così le Tesmophorie, cioè portatrici di regole, istitutrici dell’agricoltura, del matrimonio e del vivere civile e a queste vengono dedicate ogni anno le Tesmophorie.
Alle Tesmoforie partecipavano solo le donne sposate, erano esclusi i bambini, le vergini e gli uomini. Gli uomini erano obbligati dalle dee a mandare la propria moglie e dovevano provvedere alle spese. Le feste si svolgevano in luoghi situati fuori città e duravano tre giorni.
Il primo giorno c’era l’anodos, la salita, durante la quale si svolgeva la processione delle fedeli verso il santuario, munite di fiaccole o di lucerne e venivano portati gli oggetti di culto per i sacrifici in onore delle dee.
I sacrifici avvenivano di sera o di notte, con l’aiuto delle lucerne si gettavano in alcune fosse (bothroi) che simboleggiavano l’Oltretomba, dei maialini i cui resti venivano poi posti sugli altari come sacrificio.
Le donne, inoltre, preparavano oggetti sacri e misteriosi che richiamavano la fertilità e dolci la cui forma richiamava i genitali femminili.
Tra i riti c’era anche il lancio dei pesi da telaio nelle fosse, perché Demetra aveva donato alle donne il telaio di Persefone-Kore, cioè il dono della tessitura e quindi dei vestiti che distinguono l’uomo dalle bestie. Il rituale del lancio dei pesi da telaio nei santuari indica l’abbandono, da parte delle donne, della loro attività di tessitrici in attesa del ritorno della dea e quindi dell’ordine.
Il secondo giorno della festa prevedeva il digiuno per la purificazione. Le donne dormivano per terra su giacigli fatti di rami che ricordavano le antiche condizioni di vita, prima che arrivasse Demetra tesmophoros a regolare la vita e a portare ordine nel matrimonio.
Il terzo giorno si festeggiava la riconciliazione di Demetra e Kore e il loro incontro con una festa che verosimilmente comprendeva l’esecuzione di danze e di musiche, accompagnate dall’aulos (flauto) e un ricco banchetto a base di carne. Idrie e vasi potori, ceramica da fuoco e da cucina inducono a pensare al consumo di pasti rituali nel corso delle cerimonie.
Sul sito del Pizzo è possibile vedere i resti di questo santuario e numerosi reperti riconducibili all’universo femminile come vasi per unguenti, portacipria, ceramica da fuoco e da cucina. Sicuramente suggestiva e misteriosa doveva essere la salita di queste donne verso il monte e tutti i preparativi per questi riti che sono talmente sconosciuti che alcuni storici hanno supposto che si trattasse di veri e propri riti orgiastici.