Venerdì Santo

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Venerdì Santo

In tutto il mondo cristiano nel giorno del Venerdì Santo i credenti sono invitati al digiuno, non si celebra l’Eucarestia e le campane delle chiese non suonano, in segno di lutto. Nella mattinata del Venerdì Santo viene continuata, pur se senza solennità, l’adorazione eucaristica all’Altare della Reposizione. Una ritualità caratterizzata da profondo raccoglimento e animata da rievocazioni in costume della Via Crucis che occupano l’intera giornata.  Un’atmosfera condivisa nella quale i fedeli  avvertono la presenza leggera e velata del Cristo che, al termine del suo cammino, viene tradito, arrestato, condannato, torturato e muore come l’ultimo fra gli ultimi, inchiodato in quella croce divenuta il simbolo del Cristianesimo.

Il commovente chiantu di Maria a Ventimiglia, la processione dei misteri a Ciminna, la processione simbolica di Baucina e i canti in lingua albanese delle processioni di Mezzojuso, fanno compiere un mistico salto indietro, coinvolgendo il territorio intero, fino all’imbrunire.

Come avviene ogni anno, la folla ammassata  tra stradine, vicoli e avvallamenti, attende, per accompagnare,  nel silenzio, l’Addolorata.  Ed è ormai sera quando, con il cuore trafitto dalla spada, segnata un muliebre dolore che supera tutte le sofferenze dei martiri, appare sul portone della chiesa. La folla si avvolge attorno alla Madonna e all’urna con il Cristo morto, dando inizio, come ormai da secoli, all’ultimo rito del Venerdì.

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Chiantu di Maria e Via Crucis - Ventimiglia

Di buon mattino i confrati della Congregazione dell’Immacolata (che indossano l’abitino con l’effigie dell’Addolorata e portano al collo la corda della flagellazione), escono dalla Chiesa di San Nicolò e, preceduti dalla Croce da cui pende un nastro bianco, rendono visita ai “Sepolcri” presso le chiese del paese,  accompagnati da marce funebri. Concluso il giro di visita e ritornati in sede, i confrati compiono un rito che suscita grande commozione. Disposti a cerchio intonano “u chiantu di Maria”; poi, movendosi in un girotondo, uno dopo l’altro genuflettono davanti la Croce, sorretta dal “Segretario”, baciandone il legno.

A mezzogiorno inizia la Via Crucis, che dalla Chiesa di San Nicolò si dirige verso il Calvario. Le varie tappe ripercorrono il compimento degli episodi della Passione di Cristo. Giunti al Monte Calvario i confrati dell’Addolorata portano fuori dalla piccola chiesa il simulacro del Cristo, lo inchiodano su di una Croce e lo issano con una fune su di un’altra grande croce.

Nel tardo pomeriggio, i confrati (che recano il baldacchino), il parroco, la banda e una folla di devoti, si avviano verso il Calvario dove si svolge il rito della “scinnuta” (la deposizione) del Cristo. Il simulacro è deposto dalla Croce e posto in un bianco sudario ed in corteo condotto, da alcuni ragazzi in bianche, presso la Chiesa Madre per il bacio dei fedeli.

La sera, la funzione più suggestiva del Venerdì Santo: la processione del Cristo Morto e dell’Addolorata . L’urna del Cristo Morto si avvia lentamente e a distanza la segue la vara con la statua dell’Addolorata sorretta dalle spalle dei confrati della ‘Mastranza’.  Il dramma della ricerca angosciosa del figlio da parte della Vergine è sottolineato dalla struggente intonazione dello ‘Stabat Mater’, in latino, eseguito un tempo esclusivamente dai confrati dell’Addolorata ed oggi dalla coro parrocchiale. Solo a tarda sera, finalmente, la Madre incontra il Figlio Morto. Il teatro della scena è la piazza principale del paese, gremita di folla. La rappresentazione ha il suo epilogo nella “spartùta” (il distacco) tra il Cristo morto, che rientrerà in Chiesa Madre e l’Addolorata, che viene riportata nella chiesa del Collegio.

La processione dei misteri a Ciminna

A Ciminna la processione dei “Misteri” che si svolge la mattina del venerdì Santo, grazie all'organizzazione della Confraternita di Maria Santissima Addolorata.

I Misteri, sei statue di cartapesta, prodotte da maestri locali nel XVII secolo, sono figure a grandezza naturale raffiguranti le varie “Stazioni” della Via Crucis. La tradizione vuole che la mattina del venerdì Santo, alle prime luci dell’alba, i simulacri vengano portati per le viuzze del paese, fino a ritornare nuovamente nella Chiesa di San Giovanni Battista.

Davanti alla chiesa di Santa Lucia si uniscono alla processione le ragazze del paese vestite con abiti dell’epoca a rappresentare la Madonna e le veroniche, a seguire il simulacro rappresentante il Cristo morto.

Durante la liturgia della Croce, è possibile inoltre baciare il Cristo Miracoloso, il “Patri di li Grazi”, che si trova nella Chiesa di San Giovanni e che viene festeggiato la prima domenica di maggio.

La processione simbolica a Baucina

A Baucina, il Venerdì Santo, la processione dell'Addolorata e del Cristo Morto che prende avvio dal Calvario è altamente simbolica.  L’Addolorata esce dal Collegio di Maria e giunta in piazza Garibaldi sale il Calvario dove prende il Cristo Morto; da lì inizia la processione. I fercoli, infatti, sono preceduti da un corteo di undici gruppi in abiti dell'epoca romana.

Come se i personaggi che sfilano avessero raccolto i simboli della passione di Cristo immediatamente dopo al consumarsi della scena, i segni della passione vengono mostrati in un viaggio che travalica il tempo e lo spazio: la Veronica porta avanti il sacro panno che narra la sua misericordia verso il patire di Cristo. Il Cireneo porta la Croce. La Madonna stende il lenzuolo che accoglie il Figlio. Le donne di Gerusalemme piangono sui propri figli mentre altre portano i chiodi, i flagelli, la corona di spine.

La conclusione, però, sembra svelare il mistero dei giorni pasquali: l'ultimo gruppo presenta i segni eucaristici per ricordare come nel mistero della morte si nasconda la via della Vita.

La processione si conclude al Calvario dove il Cristo Morto viene deposto per la veglia notturna nella quale vengonp cantati gli inni della tradizione.